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Giovani e sballo: promuovere le competenze al consumo nell’animazione socioculturale infanzia e gioventù[edit | edit source]

Editore: DOJ/AFAJ

Prima pubblicazione: giugno 2022

Cover Fachpublikation Jugend und Rausch

Letzte Aktualisierung: 2022-07-20
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Questa pubblicazione dell’Associazione svizzera animazione socioculturale infanzia e gioventù (DOJ) è nata in collaborazione con l’Ufficio federale della sanità pubblica UFSP tra il 2019 e il 2022. Nell'ambito della strategia nazionale sulla prevenzione delle malattie non trasmissibili (Strategia MNT) e della strategia nazionale Dipendenze, l'UFSP mira a rafforzare l'alfabetizzazione sanitaria della popolazione svizzera.

Le fasi esistenziali dell'infanzia e dell'adolescenza sono oggetto di particolare attenzione in queste due strategie, poiché le competenze acquisite in quel particolare periodo si ripercuotono sullo sviluppo della salute individuale per il resto della vita. La partecipazione ad attività extrascolastiche, come quelle proposte dall’animazione socioculturale, ha un impatto positivo e significativo in favore di bambini e adolescenti. I professionisti e le professioniste dell'animazione socioculturale sostengono i/le giovani nell’affrontare le varie fasi del loro sviluppo, creando e mantenendo spazi liberi ed esperienziali. Ciò permette ai/alle giovani, durante le attività, di partecipare, di avere voce in capitolo e di assumere responsabilità, sviluppando competenze importanti e diversificate. Queste includono anche l'alfabetizzazione sanitaria, ovvero la capacità di trovare, comprendere e mettere in pratica le informazioni necessarie per poter prendere decisioni nella vita quotidiana che abbiano un impatto positivo per la propria salute.

Su incarico dell'UFSP, il DOJ si concentra in questa guida pratica sul rafforzamento delle competenze legate al consumo di sostanze, come parte integrante dell'alfabetizzazione sanitaria dei/delle giovani. Questa pubblicazione specialistica mira a rafforzare le professioniste e i professionisti dell’animazione socioculturale nell’approcciare tale tematica, nel promuovere la loro riflessione e nel mettersi in rete con colleghi e colleghe. Intende inoltre incoraggiare un dialogo aperto con le giovani e i giovani sulle sostanze psicoattive legali e illegali. Un riferimento pratico illustra dove e come è possibile promuovere le competenze al consumo dei giovani nelle attività dell’animazione socioculturale. Il sostegno ai professionisti e alle professioniste permette di riconoscere i rischi prima che subentrino e di agire in termini di rilevamento e intervento precoce.

Puzzle competenze al consumo

All'inizio del 2021, in cinque cantoni (Argovia, Friborgo, Grigioni, Vaud e Zurigo) è stata condotta un'indagine sui bisogni dei professionisti e delle professioniste in merito alle competenze legate al consumo di sostanze. I primi tre capitoli («Condizioni quadro», «L’approccio dei professionisti e delle professioniste» e «Comunicazione») sono significativi per l’animazione socioculturale, al di là del tema del consumo di sostanze. Tuttavia, vengono qui proposti perché di fondamentale importanza per una buona promozione di tali competenze. Il primo capitolo serve a facilitare la comunicazione con i mandanti. Il secondo e il terzo approfondiscono l'approccio professionale degli operatori e delle operatrici, fornendo esempi per una buona comunicazione con i/le giovani. Il quarto capitolo fornisce informazioni specifiche sulle sostanze psicoattive, sui rischi e sulla riduzione del danno (safer use). Nel capitolo «Connettersi» si tematizza la formazione continua e la cooperazione, nonché il rilevamento ed intervento precoce. Quest'ultimo aspetto è menzionato anche nei primi capitoli, in quanto il rilevamento ed intervento precoce (intesi come approccio professionale) sono un compito trasversale e dovrebbero essere pensati in tal senso. Infine, l'ultimo capitolo offre esempi stimolanti tratti dalla pratica. L'appendice contiene ulteriori link e riferimenti a pubblicazioni specialistiche, nonché alcune definizioni di termini. Ogni capitolo è un tassello del puzzle che completa il quadro della promozione delle competenze al consumo nell’ambito dell’animazione socioculturale infanzia e gioventù.

Condizioni quadro[edit | edit source]

Gli/le adolescenti imparano a gestire il proprio corpo durante la pubertà, sperimentando i primi sballi e mettendo alla prova i limiti. Per questo tipo di esperienza hanno bisogno di spazi di apprendimento. La legittimazione e la promozione delle competenze legate al consumo di sostanze s’inserisce in una strategia di prevenzione che mira a costruire la capacità di usare in modo responsabile le sostanze psicoattive oppure di astenersi dal consumo, favorendo al contempo l'individuazione precoce dei comportamenti di dipendenza. L'attenzione non va posta sulla sostanza e sul consumo, ma sulla gestione delle situazioni difficili e sui fattori di resilienza. È importante essere consapevoli che l'apprendimento di questa competenza è un processo. Spesso anche per gli adulti il consumo di sostanze rappresenta una sfida e non si può quindi pretendere che i giovani integrino rapidamente questa competenza o che siano subito in grado di controllarla. È un compito che dura tutta la vita, su cui bisogna lavorare continuamente. Si tratta di creare una buona base durante la pubertà e di accompagnare i/le giovani nel processo di apprendimento. In questo senso, l'animazione socioculturale opera in un'ottica di prevenzione secondaria e non è orientata all'astinenza. I professionisti e le professioniste del settore possono instaurare un dialogo e comunicare meglio con i giovani, se il tema del consumo non è tabù.

Questo approccio può portare a tensioni tra i professionisti e le professioniste dell’animazione socioculturale e i loro mandanti. La promozione delle competenze legate al consumo di sostanze spesso non è ciò che i superiori o i Comuni desiderano. Applicare l’astinenza e la repressione sono presumibilmente più facili e non presentano problemi di legalità e di gestione delle «zone grigie». È quindi ancora più importante che i professionisti e le professioniste siano in chiaro su come e per quale motivo promuovono le competenze legate al consumo di sostanze tra i/le giovani.

Le aspettative del datore di lavoro

Quali sono le aspettative dei datori di lavoro nei confronti dei professionisti e delle professioniste dell’animazione socioculturale? Che cosa desiderano o richiedono dall’animazione socioculturale giovanile di prossimità, ad esempio? Si tratta forse di mantenere la "pace e l'ordine" nel Comune? Che sia chiaro: i professionisti e le professioniste dell'animazione socioculturale non hanno il mandato di mantenere l'ordine, né nei centri giovanili, né negli spazi pubblici. I documenti di base del DOJ (vedi Fonti e pubblicazioni specialistiche) forniscono utili argomentazioni a tal fine e spiegano i principi di base associati.

I professionisti e le professioniste dell'animazione socioculturale devono conoscere le aspettative del datore di lavoro e posizionarsi in modo chiaro. Si tratta di una sfida legata ai tre mandati del lavoro sociale. Infatti, in quanto operatori e operatrici sociali, essi/esse si trovano in una tensione costante tra i tre mandati. Il primo implica il lavoro con il gruppo bersaglio (nel caso dell’animazione socioculturale, il sostegno a bambini e giovani). Il secondo mandato riguarda la realizzazione dell’incarico del Comune (o dell'associazione) come datore di lavoro. In quanto fornitore di servizi sociali, il Comune ha il diritto di controllare come sono impiegate e messe in atto le risorse dedicate a tale scopo. Il terzo mandato comprende la responsabilità nei confronti del lavoro sociale (diritti umani, codice deontologico, teorie professionali) e ha un grande impatto sull'approccio e sull'impegno dei professionisti nei confronti dell'animazione socioculturale. Questo triplice mandato, come formulato da Staub-Bernasconi (2018), fa del lavoro sociale una professione legata ai diritti umani e chiarisce il coinvolgimento degli operatori e delle operatrici nella difesa dei diritti umani stessi, dei diritti dei bambini e dei principi fondamentali dell'animazione socioculturale.

Conoscere e formulare il valore aggiunto del proprio lavoro

L'animazione socioculturale è orientata alle risorse, è aperta a tutti e favorisce il coinvolgimento dei/delle giovani nell’ambito delle sue attività. Il lavoro di pubbliche relazioni rende visibile e fa riconoscere questo valore aggiunto. L'animazione socioculturale svolge un lavoro di prevenzione, non immediatamente riconoscibile. Quando essa avrà più spazio e potrà fungere da centro di promozione dell'infanzia e della gioventù a livello del Comune, la sua influenza sarà maggiore e la sua importanza meglio percepita.

L'impatto e i benefici dell’animazione socioculturale possono essere presentati in un modello concettuale o di impatto (cfr. Quali-Tool). Elaborando insieme un progetto, si possono chiarire i malintesi, l'incarico di lavoro diventa più chiaro e i professionisti e le professioniste acquistano sicurezza per motivare il loro approccio.

Comunicare il proprio approccio

Adottando un approccio aperto e professionale, gli operatori e le operatrici possono comunicare alla pari con i/le giovani e costruire relazioni preziose. Questo lavoro di relazione è la base per l'identificazione e l'intervento precoci, che comprendono l'eliminazione dei tabù sul consumo, il trasferimento delle conoscenze e la fiducia. I mandatari devono conoscere e sostenere questo approccio. Ciò è utile, ad esempio, quando i genitori si lamentano con il Comune perché i loro figli sono tornati a casa con materiale di prevenzione o perché un evento di safer use si svolge nel centro giovanile.

Condizioni di lavoro

"La promozione e l'attuazione del rilevamento ed intervento precoce necessita di un mandato politico e istituzionale chiaro, come anche di risorse in materia di finanziamento, tempo e personale” (Carta Rilevamento + intervento precoce, 2016)

Infine, è altrettanto importante che le condizioni di lavoro e di incarico siano adeguate. Affinché i professionisti e le professioniste possano fare propri tutti gli elementi citati finora e i principi di base e di funzionamento dell'animazione socioculturale, hanno bisogno di tempo a sufficienza, cioè di una percentuale di lavoro adeguata. Anche l'infrastruttura deve corrispondere al mandato. I professionisti e le professioniste devono essere in grado di lavorare in modo flessibile, di adattarsi alle esigenze dei gruppi bersaglio, di continuare a formarsi e di lavorare in rete. L'animazione socioculturale è un lavoro di relazione. Ci vogliono diversi anni per costruire questo aspetto in un Comune o in un quartiere. Se le condizioni di lavoro non sono buone, i professionisti e le professioniste cambiano impiego dopo poco tempo e molti contatti ed esperienze vanno persi a causa del frequente turn over. Vale quindi la pena che i Comuni e le associazioni investano nei loro animatori/animatrici socioculturali. Solo buone condizioni di lavoro rendono possibile un'animazione socioculturale efficace.

Approccio professionale[edit | edit source]

L'apprendimento delle competenze legate al consumo di sostanze è un processo che probabilmente non si concluderà mai completamente. Molti attraversano fasi di consumo eccessivo in gioventù, imparano le lezioni e vivono in seguito per decenni con modalità di consumo stabili e prevalentemente non problematiche. Non vivono in totale astinenza e considerano un consumo relativamente poco rischioso come un piacevole arricchimento della propria vita. In caso di eventi di vita critici, come la perdita di figure di riferimento importanti o la disoccupazione, così come durante le fasi di forte stress o in caso di malattia, disabilità e vecchiaia, la competenza legata al consumo di sostanze torna a essere una sfida. Succede non di rado che persone stabili tendano, in queste situazioni di vulnerabilità, a consumare eccessivamente, a riferirsi a modelli di consumo problematici o a cadere nella dipendenza.

I professionisti e le professioniste dell’animazione socioculturale, così come le altre figure che operano in favore dell'infanzia e della gioventù, si sono posti l’obiettivo di migliorare le condizioni di crescita dei bambini e giovani nello spazio sociale e a promuoverne uno sviluppo sano. Anch’essi fanno parte integrante di queste condizioni di crescita e, con il loro approccio, hanno un'influenza diretta sui bambini, sugli adolescenti e sul loro ambiente di vita. Tale approccio, insieme alle regole che l’animazione socioculturale stabilisce nelle sue offerte e ai messaggi che trasmette, sono quindi decisivi per l'impatto del loro lavoro.

L'adolescenza è una fase di vita vulnerabile e talvolta anche turbolenta, in cui la gioventù chiamata ad assumersi la responsabilità in molti ambiti, come risultato del processo di separazione dai genitori. Questo include anche il proprio consumo di sostanze. Essere moderati nel consumo è difficile, perché è proprio nell’adolescenza che si esplorano i limiti. Evitarlo è spesso impossibile, perché anche se l’istinto invita alla cautela, i/le giovani desiderano comunque appartenere a un gruppo dei pari. Il consumo sperimentale sconsiderato, così come anche quello prettamente sociale o per puro piacere, sono altrettante realtà del mondo giovanile quanto l'uso eccessivo e molto regolare, come reazione alla pressione e alla sofferenza, l’automedicazione per problemi psicologici o l’insicurezza nelle situazioni sociali.

Accettazione come approccio

Per insegnare la competenza legata al consumo, sia il personale dell'animazione socioculturale, sia i/le giovani dovrebbero partire dal presupposto che esistono forme e modelli di consumo con un rischio minore e che questi possono essere appresi. Tale presupposto va sempre tenuto presente, poiché l'insegnamento delle competenze legate al consumo non è un processo lineare, ma è segnato da battute d'arresto e conflitti. Dopo tutto, i/le giovani vogliono fare esperienza, esplorare i limiti e seguire la propria strada.

Per accompagnare questo processo, sono necessari professionisti e professioniste in grado di valutare i modelli e le forme di consumo e di stimarne i rischi. Inoltre, è importante che siano capaci di costruire, mantenere e personalizzare una relazione. Per farlo, devono innanzitutto cogliere i/le singoli/e giovani nella fase del loro sviluppo e nel loro ambiente di vita. Questo richiede apertura, disponibilità al dialogo e imparzialità. Inoltre, se gli scambi schietti sulle abitudini alimentari, sul tempo trascorso davanti allo schermo e sul consumo di alcol sono già di per sé personali, quelli sull'uso di sostanze psicoattive lo sono ancora di più. Spesso per i/le giovani è più facile discutere di questi argomenti con coetanei, con perfetti sconosciuti oppure con persone al di fuori del loro ambiente di vita, conosciuti ad esempio tramite Internet. Affinché s’instauri un dialogo tra giovani e operatori e operatrici competenti che li accompagnano per un periodo di tempo più lungo, è necessaria una relazione profonda, onesta e di accettazione in cui i/le giovani non si sentono giudicati o non abbiano paura di scioccare l’interlocutore.

I principi di base e di funzionamento dell'animazione socioculturale infanzia e gioventù, come l'apertura, la bassa soglia e il lavoro impostato sulla relazione, rendono possibile questo rapporto privilegiato con i/le giovani. A differenza di altri adulti, come insegnanti o genitori, i professionisti e le professioniste dell’animazione socioculturale sono vicine all'ambiente di vita della gioventù e coltivano consapevolmente una cultura della seconda, terza e quarta possibilità. Questo evita la rottura delle relazioni e favorisce lo scambio. L'esperienza dell'animazione socioculturale dimostra che i/le giovani hanno un immenso bisogno di scambi con persone di riferimento adulte. Una volta sciolto il ghiaccio, pongono ai professionisti e alle professioniste innumerevoli domande su questioni delicate, alcune delle quali anche molto personali. I professionisti e le professioniste dell'animazione socioculturale entrano in relazione con i/le giovani con la propria personalità. Ciò richiede una solida identità professionale, cioè un approccio consapevole di vicinanza, di distanza e dei propri limiti. Le esperienze personali possono, ma non necessariamente devono, essere tematizzate. Tuttavia, un atteggiamento prescrittivo orientato all'astinenza che nasce dal sentimento della propria infallibilità, non offre spazio per un dialogo aperto e costruttivo con i/le giovani.

La supervisione in team e l’accompagnamento attento dei professionisti e delle professioniste ancora inesperti/e sono essenziali nell’animazione socioculturale. Quanto minori sono le direttive che il mandato di un settore professionale pone sulla relazione e sull'atteggiamento nei confronti dei/delle giovani, tanto più consolidata e ponderata dovrebbe essere l'identità professionale dei singoli professionisti e l'atteggiamento del team. L'apparente leggerezza e apertura nei confronti di temi sensibili rendono quindi l’ambito professionale dell'animazione socioculturale molto impegnativo.

Regole e di campi di apprendimento

Un atteggiamento di accettazione presuppone soprattutto l’accettazione verso giovani che consumano e solo marginalmente verso il tema del consumo. Esso non va scambiato con l’approvazione incondizionata del consumo. I messaggi di prevenzione sono credibili solo se provengono da un atteggiamento di accettazione e da una relazione sostenibile. Quando i/le giovani percepiscono che il loro interlocutore/la loro interlocutrice è competente, imparziale e onesto/a sull'argomento, prendono sul serio gli avvertimenti, le regole o i divieti sul consumo. È essenziale che i professionisti e le professioniste assumano una posizione esplicita sul consumo a rischio, che parlino apertamente dei rischi per la salute e sulla predisposizione alla dipendenza, che definiscano chiare regole per le loro offerte e che chiedano che queste vengano rispettate. I fattori di rischio e i segnali di allarme devono essere riconosciuti per avviare, se necessario, misure d'intervento precoce (per saperne di più, si veda il capitolo Connettersi).

Nel lavoro di prevenzione primaria con i bambini e gli adolescenti più giovani, i professionisti dell’animazione socioculturale tenderanno ad assumere una posizione orientata all'astinenza e a creare un contesto in cui si applica la tolleranza zero. Questo vale anche per le colonie di vacanza, le escursioni e i viaggi all'estero.

Anche nella prevenzione secondaria, cioè nel lavoro con giovani che già consumano sostanze, alcol o sigarette, le offerte, di per sé orientate all'astinenza, sono importanti ambiti di apprendimento, in cui emergono chiaramente le tendenze alla dipendenza. Quando alcuni/e giovani saltano una gita al parco avventura perché non possono fumare o bere, o vi arrivano intossicati, si presenta una buona occasione per affrontare il tema della perdita di autonomia dovuta alla dipendenza e dell'importanza di una regolare astinenza dal consumo. Quando è che il consumo va bene e quando no? A cosa rinuncio quando non posso farne a meno?

L'autoriflessione, l'autopercezione, l'apprendimento e lo sviluppo vivono di confronto e di attrito e non vanno puniti con la rottura del rapporto, perché l'animazione socioculturale rappresenta la cultura della seconda, terza e quarta possibilità. Per gli animatori e le animatrici socioculturali lavorare con un atteggiamento di accettazione significa accompagnare i conflitti, le tensioni, le battute d'arresto e le delusioni, rendendoli proficui per i/le giovani. Questo è l’opposto del lasciar fare perché, affinché ciò avvenga, i professionisti e le professioniste devono essere disposti a mantenere un rapporto costruttivo e duraturo con i/le giovani.

Comunicazione (di prossima pubblicazione)[edit | edit source]

Informarsi e informare gli altri (di prossima pubblicazione)[edit | edit source]

Connettersi (di prossima pubblicazione)[edit | edit source]

Nella pratica (di prossima pubblicazione)[edit | edit source]

Definizione dei termini[edit | edit source]

Sostanze psicoattive: sostanze che influenzano il sistema nervoso centrale e quindi il pensiero, le emozioni e l'azione. Esse sono di origine vegetale oppure prodotte in modo semisintetico o sintetico. Tra queste vi sono l'alcol, gli oppioidi (ad esempio l'eroina), i cannabinoidi (ad esempio l’hashish e la marijuana), i sedativi e i sonniferi, la cocaina e altre sostanze stimolanti legali e illegali, tra cui la caffeina, gli allucinogeni (ad esempio l'LSD, alcune componenti di piante oppure funghi o droghe di sintesi), il tabacco e i solventi volatili.

Prevenzione primaria e secondaria: la prevenzione primaria inizia prima che si verifichi il consumo. La prevenzione secondaria consiste nel prevenire lo sviluppo dell'abuso e della dipendenza nelle persone che già fanno uso di sostanze, promuovendo al contempo un consumo più sicuro.

Per saperne di più[edit | edit source]

Drug, Set, Setting

Timothy Leary (1971): US Psychologe bei Studie zu LSD.

Norman Earl Zinberg (1984): Drug, Set, and Setting. Yale Univ. Press.

Alexander Bücheli (2017): Risikoarmer Drogengebrauch. Solothurn, Nachtschattenverlag. S. 25-44.

Policonsumo

Infodrog.ch → policonsumo

Combichecker

Tripsit Interaction Chart (in inglese)

Centro di informazioni e consultazione

Dipendenze Svizzera Prevenzione e politica sanitaria

Ingrado Servizi per le dipendenze

Ticinoaddiction Associazione professionisti delle dipendenze

Just Say Know Informazioni su sostanze, rischi, effetti collaterali e safer use

Infodrog.ch Centrale nazionale di coordinamento delle dipendenze

Altri link

«Health Behaviour in School-aged Children», hbsc Switzerland 2018

Jungaberle H, Böckem J. (2015): High Sein: Ein Aufklärungsbuch. Zürich, Kein & Aber.

Mösch Payot, P. & Rosch, D. (2009): Früherkennung und Frühintervention bei Jugendlichen: Rechtsgrundlagen für Schulen und Gemeinden. Überblick über Rechtsfragen im Verhältnis zwischen Kindern, Eltern, Schule und verschiedenen Behörden. Luzern, Hochschule Luzern HSLU.

Fonti e pubblicazioni specialistiche[edit | edit source]

Animazione socioculturale dell'infanzia e della gioventù

DOJ (2018): Animazione socioculturale dell’infanzia e della gioventù in Svizzera: basi di riflessione per i responsabili e i professionisti, Bern.

DOJ (2017): Grafico Promozione dell'infanzia e della gionventù come compito transversale, Bern.

DOJ (2017): Grundlagenpapier Aufsuchende Arbeit, Bern. (tedesco)

DOJ (2019): Positionspapier Cannabis, Bern. (tedesco)

Quali-Tool

Rilevamento + intervento precoce

Informazioni UFSP

Multifaktorielles Modell zu F+F, UFSP, in tedesco

Radix Svizzera italiana

Lavoro sociale

Staub-Bernasconi Silvia (2018): Soziale Arbeit als Handlungswissenschaft, Systemische Grundlagen und professionelle Praxis – Ein Lehrbuch, 2., erweiterte Auflage. Bern, Haupt.

Lange Andreas, Reiter Herwig, Schutter Sabina, Steiner Christine (2018): Handbuch Kindheits- und Jugendsoziologie. Wiesbaden, Springer.

Autrici/autori e editore[edit | edit source]

Géraldine Bürgy, responsabile di progetti in favore di bambini e giovani, DOJ

Florin Eberle, assistente sociale FH, Saferparty Streetwork, Zurigo

Michel Eisele, collaboratore lavoro giovanile mobile, Basilea

Christoph Rohrer, capo team lavoro giovanile, Aarau

Mireille Stauffer, delegata all’infanzia e alla gioventù Winterthur

Ringraziamo Adrien Oesch, Patrick Ouellet e Joël Bellmont per la loro collaborazione al gruppo di lavoro.

Redazione: Géraldine Bürgy e Noëmi Wertenschlag, DOJ

Traduzione: Natascha Nota

Illustrationi: Roman Hartmann, starwish.ch

Editore: Associazione svizzera animazione socioculturale infanzia e gioventù (DOJ/AFAJ), Pavillonweg 3, 3012 Bern, welcome@doj.ch, www.doj.ch

Questa pubblicazione è stata finanziata dall’Ufficio federale della sanità pubblica UFSP. Un sentito ringraziamento.

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